Il cuore
Passato
Anna smette di sentire dolore.
Attorno a lei tutto è silenzio.
La sabbia smette di pungerle le pelle, il fianco e le gambe smettono di formicolare.
"Anna" sente chiamare
Una mano non è una mano le viene tesa da un uomo non è un uomo molto alto.
"Chi sei?" chiede Anna
"Ho avuto molti nomi, e molti ne ho adesso. Sono stato chiamato Imyout colui che è nel luogo dell'imbalsamazione, Khentamentyu Signore degli occidentali o Tepydjuef colui che è sulla montagna. Nella tua lingua sono conosciuto come Anubi."
Anna si alza da terra, la sabbia intrisa di sangue le si incolla addosso, ma adesso lei non sente più nessun dolore.
"Cosa vuoi da me?"
"Sono venuto a portarti dall'altra parte."
"Perchè tu? Perchè non un angelo del mio dio?"
"Non so rispondere a questa tua domanda Anna, forse lo chiederai a lui."
Anna guarda l'essere con il mantello di leopardo che con la sua altezza la sovrasta di quasi un metro.
"Ora dovremmo andare."
"Non vuoi il mio cuore?" anna muove la mano non è una mano dell'uomo non è un uomo verso il suo petto.
"Non serve" sorride l'uomo non è un uomo.
Il suo volto è sereno e bellissimo.
Anna per un attimo se ne innamora.
"La leggenda ha raccontato molte cose su di me - dice lui - alcune sono vere, altre no. Non mi serve pesare il tuo cuore per capire che hai vissuto con virtù. Però devo riconoscere che in tutti questi anni tu sei la prima che mi guarda negli occhi e che mi offre il suo cuore senza timore. Ho visto re e imperatori impallidire al solo vedermi mentre in te, una piccola donna fragile, non sento nessun timore."
Anna stinge ancora la mano non è una mano dell'uomo non è un uomo.
"Non ho paura della morte, ho vissuto in ciò che credevo, adesso posso essere libera."
L'uomo non è un uomo dall'alto guarda la piccola donna che gli sta di fronte, vede le sue angosce, i suoi sogni, gli errori della sua vita e la volontà con cui ha affrontato anche le notti più dure e per un attimo se ne innamora.
Anna smette di sentire dolore.
Attorno a lei tutto è silenzio.La sabbia smette di pungerle le pelle, il fianco e le gambe smettono di formicolare.
"Anna" sente chiamare
Una mano non è una mano le viene tesa da un uomo non è un uomo molto alto.
"Chi sei?" chiede Anna
"Ho avuto molti nomi, e molti ne ho adesso. Sono stato chiamato Imyout colui che è nel luogo dell'imbalsamazione, Khentamentyu Signore degli occidentali o Tepydjuef colui che è sulla montagna. Nella tua lingua sono conosciuto come Anubi."
Anna si alza da terra, la sabbia intrisa di sangue le si incolla addosso, ma adesso lei non sente più nessun dolore.
"Cosa vuoi da me?"
"Sono venuto a portarti dall'altra parte."
"Perchè tu? Perchè non un angelo del mio dio?"
"Non so rispondere a questa tua domanda Anna, forse lo chiederai a lui."
Anna guarda l'essere con il mantello di leopardo che con la sua altezza la sovrasta di quasi un metro.
"Ora dovremmo andare."
"Non vuoi il mio cuore?" anna muove la mano non è una mano dell'uomo non è un uomo verso il suo petto.
"Non serve" sorride l'uomo non è un uomo.
Il suo volto è sereno e bellissimo.
Anna per un attimo se ne innamora.
"La leggenda ha raccontato molte cose su di me - dice lui - alcune sono vere, altre no. Non mi serve pesare il tuo cuore per capire che hai vissuto con virtù. Però devo riconoscere che in tutti questi anni tu sei la prima che mi guarda negli occhi e che mi offre il suo cuore senza timore. Ho visto re e imperatori impallidire al solo vedermi mentre in te, una piccola donna fragile, non sento nessun timore."
Anna stinge ancora la mano non è una mano dell'uomo non è un uomo.
"Non ho paura della morte, ho vissuto in ciò che credevo, adesso posso essere libera."
L'uomo non è un uomo dall'alto guarda la piccola donna che gli sta di fronte, vede le sue angosce, i suoi sogni, gli errori della sua vita e la volontà con cui ha affrontato anche le notti più dure e per un attimo se ne innamora.
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